TANTE FRECCE NEL NOSTRO ARCO

Partecipare alla “3 giorni di volley” organizzata da GSO Brembio e ViviVolley ’95 di Secugnago è da qualche anno una splendida occasione per cementare amicizie, fare gruppo, divertirsi e riprendere l’attività sportiva in un contesto sano, stimolante e sereno. Un bel modo, per le nostre atlete, di affrontare bene fin dall’inizio la lunga stagione pallavolistica all’orizzonte! Di seguito la riflessione di Fabio che ben riassume questo importante momento.

TANTE FRECCE NEL NOSTRO ARCO

Ognuno di noi è una freccia, il cui desiderio è quello di volare il più in alto possibile e di riuscire a centrare il bersaglio, il proprio sogno. E quello di una giovane pallavolista potrebbe essere quello di arrivare a vestire un giorno la maglia della nazionale e magari vincere un Mondiale o le Olimpiadi. Però, prima di realizzarlo servono impegno, determinazione, volontà e tanto allenamento, la maglietta deve colare sudore. E’ quella la base, il punto di partenza, così come lo è l’arco per la freccia, senza il quale rimarrebbe lì ferma e non potrebbe essere scagliata lontano. E magari è un curioso caso del destino che, quest’anno, la stagione della Vivivolley ’95 e GSO Brembio sia partita proprio da Arco di Trento, una bellissima località a metà tra il lago e la montagna, ai piedi di un castello da favola.

Tre giorni di ritiro stupendi, in cui, tra pioggia e sole, ci si è allenati duramente, ma ci si è anche divertiti parecchio, tra partite a biliardino e sfide di ballo nell’enorme struttura che ci ospitava, passeggiate in centro dove gli abitanti ed i turisti ci guardavano incuriositi come fossimo alieni; gite al fiume dove ci si è rilassati a contatto con la natura e ci si è sfidati lanciando i sassi in acqua. E poi gli immancabili canti sul pullman, sia all’andata che al ritorno.

Ma prima di tornare a casa, con grande sorpresa delle nostre ragazze, che erano state tenute all’oscuro di tutto e fuorviate dicendo che dovevano affrontare un altro allenamento, abbiamo fatto tappa a Milano, più precisamente al Centro Pavesi Fipav di Milano, dove ci attendeva nientemeno che la Nazionale Italiana femminile di pallavolo, impegnata in amichevole contro l’Azerbaijan.

Il punto di arrivo della freccia di una pallavolista.

Dopo una visita guidata per la struttura, durante la quale è stato surreale vedere giocatrici come la Chirichella che ti passavano tranquillamente a fianco per andare negli spogliatoi o la Enogu che prendeva uno snack dalle macchinette a due centimetri dal nostro naso (stavolta eravamo noi a guardarle come fossero aliene), abbiamo preso posto sugli spalti per assistere alla partita. E’ stata un’emozione unica vedere il volto sorridente ed incredulo delle nostre giocatrici dell’Under, ma anche quelle più grandi, che ammiravano le pallavoliste della Nazionale all’opera a due passi da loro. E come gran finale non potevamo farci mancare le foto con alcune delle giocatrici, come la Orro, la Diouf o la Di Gennaro.

E’ stato un ritiro stupendo, durante il quale abbiamo capito che per coltivare i propri sogni bisogna lavorare e impegnarsi parecchio, che le giocatrici che siamo abituati a vedere in tv e che sembrano irraggiungibili sono persone come noi, che sono partite da bambine con un sogno nel cassetto e sono riuscite a realizzarlo, allenandosi sempre per superare i loro limiti e imparando a rimettersi in piedi dalle sconfitte e dalle cadute, con l’unico intento di continuare a sfrecciare verso il loro obiettivo.

E’ stata l’occasione anche per aumentare ancora di più lo spirito di gruppo, già alto di suo, e che è fondamentale in una squadra. Perchè è bello essere uniti dentro e fuori dal campo e le nostre ragazze lo sono. Lavorano, ma allo stesso tempo si divertono. Si è come creata una seconda famiglia nella Vivivolley ’95. Tra le giocatrici, ma anche tra i genitori, i tifosi e tutto lo staff. Un gruppo solido ed unito, dove la parola “divisione” dovrebbe farci venire in mente solo il campionato, la categoria nella quale giochiamo, che sia di terza, seconda o prima fascia. E si sa che solo uniti si può andare avanti a lungo e lontano. Come una freccia. E noi abbiamo tante frecce al nostro arco.

La stagione è partita, il campionato è alle porte, la battaglia (sportiva) ha inizio. La corda dell’arco è tesa. E’ ora di scoccarla. Il più lontano possibile, si spera.

Buon campionato e soprattutto buon divertimento a tutti!

Fabio Concordati